venerdì 26 novembre 2010

Se la realtà diventa fiction...


Un finto salvataggio di immigrati sulle coste calabresi, mandato in onda dal tg1 delle 20; fatti che si presumono di cronaca ripresi da veri e propri set fotografici; “gaffe” e rettifiche dei più prestigiosi quotidiani nazionali e internazionali; piccoli e grandi “ritocchi” fotografici e di montaggio per “abbellire” la realtà o per renderla ancora più vera agli occhi dello spettatore.

È questa la battaglia che da un po’ di anni porta avanti Marco Reis, giornalista professionista e docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Torino. Ed è di questo che ha parlato nell’incontro pubblico svoltosi nella nostra Università, nell’ambito del progetto “Facoltà di Comunicare”. Attraverso l’Osservatorio sull’Informazione (di cui è presidente) e il sito www.malainformazione.it (di cui è direttore), Reis vuole portare a galla quella che è diventata una prassi troppo diffusa nel mondo della produzione di notizie.

Già, perché di questo si tratta, di produzione, come Reis afferma più volte: il mondo dell’informazione può essere anche un’industria, che confeziona delle “belle” notizie, “belle” dal punto di vista narrativo, perfette a tal punto da diventare delle vere e proprie “storie”. Inventate, interamente o in parte.

Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, come il buon senso comune ci suggerisce, ma alcuni spunti aiutano sicuramente a riflettere e a difendersi, per quanto possibile. Non mi dilungherò nel resoconto dettagliato di quanto detto da Reis durante la conferenza. Gran parte potete già trovarlo sul suo sito, sopra menzionato. Vorrei però portare un fatto -incredibile, per certi aspetti- che si è svolto proprio in nostra presenza, a riprova di quanto questo tema sia “scottante” per gli stessi organi d'informazione. Ebbene, a quell’incontro erano presenti anche due giornaliste di un'importante testata locale (di Verona si intende) che, una volta comunicato al loro caporedattore il tema che si stava affrontando, sono state invitate a non realizzare alcun pezzo al riguardo. Nessun giudizio di valore da parte mia, solo un dato di fatto.

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